Nell’epoca della riproducibilità totale e dell'istantaneità virtuale, dove l'immagine si consuma nello spazio di un battito di ciglia su uno schermo, l’arte contemporanea avverte l’urgenza di ritrovare il proprio baricentro nella materia. Tracce Analogiche nel Flusso Digitale nasce come una dichiarazione di resistenza estetica: un invito a fermarsi e a ristabilire un contatto visivo e tattile con la fisicità dell’opera d’arte.